L’impresa sociale conosce i meccanismi dell’azienda tradizionale: in parte li adotta, in parte li critica

| 11 April 2013 | Commenta

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Uno spazio per organizzazioni e aziende, un riparo per 150 persone bisognose, un’officina di idee sulla sostenibilità, una piattaforma per progetti di inserimento professionale, ma soprattutto un’impresa sociale.

È così che si autodefinisce la Casa della Solidarietà “Luis Lintner” di Bressanone, la cooperativa altoatesina che dal 2002 sta realizzando il suo progetto sociale: “fornire un contributo per un mondo migliore”.

Per il nostro osservatorio sull’impresa sociale, ci ha raccontato di questo progetto Alexander Nitz, membro del direttivo della Casa della Solidarietà. Un’idea che si basa sull’indipendenza economica e politica della cooperativa e sulla creatività dei soci e dei volontari. Tutti uniti da un unico obiettivo:

“Bisogna massimizzare il bene comune, non il profitto”

Alexander ci ha dato anche la sua definizione di impresa sociale. Un’impresa che conosce i meccanismi dell’azienda tradizionale e in parte li adotta, in parte li critica.

Di seguito l’intervista completa ad Alexander Nitz della Casa della Solidarietà “Luis Lintner”.

Chi siete e qual è la vostra missione?

La Casa della Solidarietà è un alloggio che dà un tetto a circa 150 persone bisognose ogni anno. La Casa della Solidarietà offre anche uno spazio a organizzazioni e aziende; la Casa della Solidarietà è un’officina di idee e pensieri sulla sostenibilità; la Casa della Solidarietà è una piattaforma per progetti di inserimento lavorativo.

La nostra missione è quella di fornire un contributo per un mondo migliore e vivere, concretamente, la solidarietà.

Come cercate di realizzare questa vostra missione?

Ecco le nostre strategie:

  • Indipendenza politica ed economica
  • Siamo orientati verso il bene comune
  • Impiegati e volontari fanno quello che voglio fare davvero
  • Creatività e apprendimento continuo

In che modo raggiungete la sostenibilità economica?

Senza finanziamenti pubblici, con le entrate che realizziamo con le nostre attività [affitti, eventi, donazioni, progetti di inserimento lavorativo].

Quale forma giuridica avete adottato, e perché?

Da un anno siamo una cooperativa. Questo ci dà la possibilità di sviluppare e ordinare le nostre numerose attività. In passato siamo stati un’associazione. Noi ci consideriamo un’impresa sociale.

Quali sono le vostre proiezioni verso il futuro (prossimi 3- 5 anni)?

Tra 3-5 anni ci saremo organizzati secondo un modello sostenibile [parola chiave: economia della post-crescita]. Ma saremo ancora creativi e innovativi, come nella prima fase pionieristica.

Cos’ è l’impresa sociale secondo voi? Vi definireste come tale?

Assolutamente sì. Un’impresa sociale secondo noi è un’impresa che agisce in maniera sana dal punto di vista economico, che cammina sulle proprie gambe dal punto di vista economico, che conosce i meccanismi delle aziende tradizionali, e in parte li adotta, in parte li critica – con il fine ultimo di non massimizzare il profitto, ma di massimizzare il bene comune.

Scheda Tecnica

  • Nome della organizzazione: Casa della Solidarietà “Luis Lintner”
  • Indirizzo: Via Vintler 22 39042 Bressanone
  • Sito web: http://www.hausdersolidaritaet.org/
  • Nome dell’intervistata: Alexander Nitz

Foto dalla pagina Facebook della Casa della Solidarietà

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Box: Osservatorio sull'impresa sociale

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